sabato 13 dicembre 2008

Classic Reviewes : "Somewhere In Time" - Iron Maiden

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Dopo avere marchiato a fuoco il proprio nome sul libro sacro della storia dell' Heavy Metal, pubblicando 5 dischi di rara bellezza e successo, gli Iron Maiden, probabilmente la più grande metal band di sempre, pubblicano un disco che, inizialmente, divise i fan (e spesso continua a farlo anche oggi a 22 anni dalla sua uscita). "Somewhere In Time" , uscito nel 1986, rispecchia indubbiamente la tendenza di quel periodo di metà decade, dove i sintetizzatori e gli arrangiamenti più melodici e meno esplosivi venivano preferiti a ritmiche maggirmente rocciose (ascoltare "Innocence Is No Excuse" dei Saxon o "Turbo" dei Judas Priest per credere). Il leggero cambiamento di stile, non impedisce alla band inglese di sfornare uno dei suoi più grandi lavori, da alcuni considerato addirittura il migliore. I riff di Dave Murray e Adrian Smith sono da capogiro, in pezzi eleganti e dal gusto raffinato come "Caught Somewhere In Time" , "Wasted Years" , "Heaven Can Wait" e la spettacolare "De Ja Vu" , perle indiscutibili e prettamente anni '80. I duelli chitarristici si intrecciano con i giri di basso del mastermind Steve Harris. Bruce Dickinson è, come al solito, strepitoso dietro il microfono, confermando di essere uno dei più grandi heavy metal singer di sempre. Prove vocali straordinarie in episodi altrettanto magnifici come "Sea Of Madness" e "The Loneliness Of The Long Distance Runner" (una delle mie preferite in assoluto) e "Stranger In A Strange Land" , tra le perle più splendenti dell'intero lavoro. Del resto, non possibile troavere punti deboli nel presente disco, basti considerare "Alexander The Great" , epica e travolgente cavalcata posta a termine dell'album, per la serie "finale con il botto". Altissimo anche il livello della produzione, affidata a Martin Birch, la quale è indubbiamente una delle migliori nella discografia della "Vergine di Ferro" . Altrettanto straordianaria, come suo solito, l'illustrazione in copertina di Derek Riggs, dove Eddie The Head viene rappresentanto in sembianze simili ad un cyborg dal sapore futuristico, un evidente richiamo alle atmosfere del film "Blade runner" di Ridley Scott. "Somewhere In Time" è, per chi scrive, uno dei dischi fondamentali del metallo pesante in generale, e uno dei più grandi della nutrita discografia di Harris & co. Straordinario.

Luca "El Pata" Corsi

Anno: 1986
Etichetta: EMI
Genere: Heavy Metal

Tracklist:

01. Caught Somewhere In Time
02. Wasted Years
03. Sea Of Madness
04. Heaven Can Wait
05. The Loneliness Of The Long Distance Runner
06. Stranger In A Stranger Land
07. De Ja Vu
08. Alexander The Great

Line-Up:

Bruce Dickinson - Voce
Dave Murray - Chitarra / Sintetizzatore
Adrian Smith - Chitarra / Sintetizzatore / Back. Voc.
Steve Harris - Basso / Sintetizzatore / Back. Voc.
Nicko McBrain - Batteria

VOTO: 10

Video - "Wasted Years"


Video - "Stranger In A Strange Land"


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